29/03/2011

«Basta maxi affissioni a Venezia»


La Nuova Venezia, 29 marzo 2011

di Enrico Tantucci

VENEZIA. Ha sempre il Veneto e Venezia nel cuore, anche da nuovo ministro dei Beni Culturali e così Giancarlo Galan - già insediato negli uffici di Via del Collegio Romano che non vedevano il suo predecessore Sandro Bondi mettervi piede da oltre due mesi - ha già aperto il «dossier» dei problemi della cultura in laguna, lanciando subito il suo «grido di dolore» contro le maxipubblicità che la deturpano. Pronto a battersi per la loro eliminazione. Ministro Galan, diversi monumenti veneziani in restauro, a cominciare da quelli dell'area marciana sono ormai «segnati» dalle maxipubblicità sui ponteggi e le polemiche sull'impatto sull'immagine della città non si spengono. Qual è il suo giudizio? «Che bisogna fare qualcosa, perché non è possibile andare avanti così. Venezia, ma gli stessi visitatori che vengono per ammirarla, non meritano questo spettacolo. Passare per il Canal Grande e vedere questa sfilata di pubblicità provoca un senso di scoramento.

E' assolutamente necessario agire perché le maxipubblicità progressivamente spariscano e i monumenti tornino al loro aspetto. Sono convinto che i cartelloni pubblicitari abbiano ormai un effetto negativo per le stesse aziende che vi compaiono e che si vedono associate alle polemiche per il degrado dell'immagine di Venezia che provocano». Il sindaco Giorgio Orsoni e lo stesso soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello ripetono sempre che ne farebbero volentieri a meno, ma che i fondi che portano le maxipubblicità sono indispensabili per il restauro di quei monumenti. «E infatti non si tratta di criticare sindaco e soprintendente che si trovano ad affrontare problemi reali, legati alla mancanza dei fondi per i restauri da parte del mio stesso ministero, che conosco bene. Il punto è trovare nuove forme di coinvolgimento di imprese e sponsor negli interventi che non risultino così impattanti. Sono convinto che sia possibile e sono pronto a dare tutto il mio appoggio alla città in questa direzione». A proposito di restauri e di carenze di fondi, è ormai un caso quello del cantiere delle Grandi Gallerie dell'Accademia. I lavori dovevano finire in teoria nel 2007, è saltata la già annunciata inaugurazione di giugno - in occasione della Biennale - e nessuno si sbilancia più a dire quando quei lavori finiranno. «Per quel cantiere c'è innanzitutto un problema di fondi per completare i lavori che sono stati in parte ritirati perché non spesi nei tempi previsti. Ora i fondi sono al Ministero dell'Economia. Cercherò di sbloccarli perché tornino a Venezia. L'imperativo è terminare al più presto i lavori e aprire le Grandi Gallerie nel giro di sei mesi. E' un impegno che prendo, sentiti anche soprintendenti e direttore generale».


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